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Fibrosi cistica: alto tasso di cronicizzazione dopo infezione da Burkholderia pseudomallei


Diversi casi di infezione da Burkholderia pseudomallei ( B. pseudomallei ) nella fibrosi cistica sono stati riportati.
L'obiettivo di questostudio è stato quello di identificare tutti i casi a livello globale, i fattori di rischio per l'acquisizione dell’infezione, le conseguenze cliniche, e le strategie ottimali di trattamento.

E’stata effettuata una ricerca bibliografica per identificare tutti i casi pubblicati di infezione da Burkholderia pseudomallei nella fibrosi cistica. Inoltre sono stati contattati gli Esperti mondiali in malattie infettive e in fibrosi cistica, e sono stati richiesti i dati clinici.

Sono stati identificati 25 casi confermati in coltura. In media, l'età al momento della acquisizione della infezione era di 21 anni, il FEV1 come percentuale del valore predetto era del 60%, e l’indice di massa corporea ( BMI ) era pari a 19.5 kg/m2.

Nella maggior parte i casi sono stati segnalati dall'Australia del nord o dal Sud-est asiatico.

19 pazienti ( 76% ) hanno sviluppato una infezione cronica, che era di solito associata a declino clinico.

Le strategie di eradicazione, di successo, hanno incluso un minimo di 2 settimane di trattamento con Ceftazidima per via endovenosa, seguita da una fase di consolidamento con Trimetoprim / Sulfametossazolo; è stata riscontrata una maggiore probabilità di successo quando la terapia è stata istituita precocemente.

Tre casi di trapianto di polmone sono stati registrati nel contesto della infezione cronica da B. pseudomallei.

In conclusione, la cronicità della infezione da Burkholderia pseudomallei appare comune nei pazienti con fibrosi cistica, a differenza della popolazione non-affetta da fibrosi cistica.
Questa condizione è spesso associata a un declino clinico accelerato.
Il trapianto di polmone è stato effettuato in casi selezionati di infezione cronica da Burkholderia pseudomallei. ( Xagena )

Geake JB et al, BMC Pulm Med 2015; 15: 116

Xagena_Medicina_2015



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